Scuola: La Classe dominante cancella Aristotele e Platone

Autore Ercole Marcheschi

24 Maggio 2020

Nell’articolo La formazione: dalla Scuola all’Impresa, da poco pubblicato sul Blog Concento, ho delineato una serie di elementi della formazione che giudico critici di successo per l’Impresa Futura e su cui la scuola dovrebbe orientarsi, centrarsi, per essere veramente d’aiuto alla ripresa economica  ed allo sviluppo del nostro Paese.

Quindi un approccio propositivo nella speranza che qualcuno “ascolti”.

Come potete immaginare non mi sfugge che gli ascoltatori sono, a dir poco, distratti, e forse, quindi, giova tentare di attirare la loro attenzione cercando di sollecitare il loro “amor proprio” svolgendo critiche puntuali ed indirizzando l’attenzione anche al “portafoglio”: è un invito alla lettura di un altro mio articolo, qui pubblicato, Chiariamoci un po’ le idee, in cui sviluppo come l’economia di un paese veda produzione, distribuzione e servizi (anche pubblici) indissolubilmente collegati per la produzione del reddito individuale sia del settore privato che di quello pubblico.

Per l’Impresa Futura la Formazione è elemento vitale e questo concetto deve essere molto chiaro come deve essere chiaro che la Scuola, tutta, svolge un ruolo strategico insostituibile ed ineludibile con il poderoso carico di responsabilità che ne consegue a tutti i livelli.

Voglio essere brutalmente critico e per svolgere il mio pensiero sullo stato della scuola muovo da valutazioni storiche, dagli anni immediatamente successivi alla promulgazione della nostra Costituzione che, tra l’altro, recita:

Articolo 33 e 34 – L’istruzione, la promozione culturale, la libertà di istruzione e insegnamento. Il diritto allo studio. Il pluralismo dell’istruzione.

Articolo 33 – L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali. È prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale. Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.

Articolo 34 – La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie e altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

Nel primo dopoguerra le dinamiche di cambiamento, messe in atto dalla classe politica sulla scuola, sono state mosse da un tacito accordo di spartizione politica.

Ad una Democrazia Cristiana che giocava tra il controllo della scuola pubblica e la affermazione di una parallela scuola privata di matrice cattolica, si è affiancata una sinistra Comunista e Socialista con l’attenzione rivolta, per ovvi motivi, alla sola scuola pubblica.

Lo storico Danilo Breschi osserva come sia il Pci che il Psi avviarono già a partire dalla seconda metà degli anni ’50, nell’ambito universitario, una graduale opera di penetrazione, con lo scopo di condizionare il governo, strumentalizzando l’antagonismo studentesco con la finalità di determinare una graduale crescita elettorale. I fatti fino al fatidico 1968 (ero studente di Statistica a Roma Sapienza, 1^anno) lo dimostrano e le conseguenze del’68 sono sotto gli occhi di tutti stante che la “guerra” nella scuola fra destra e sinistra continua pur vedendo quasi totalmente dominante il pensiero e l’organizzazione di sinistra.

In questi anni è stata chiara la legittimazione rivoluzionaria del mondo studentesco da parte della sinistra e storici consultabili come De Felice hanno svolto equilibrate indagini che avvalorano queste tesi.

Negli anni ’70 abbiamo assistito alla “innovazione Pedagogica”, una vera e propria forma di indottrinamento ideologico sistematico e capillare per imporre solo un punto di vista, il pensiero unico, una Egregora, negando a priori validità a qualsiasi altro punto di vista, finendo, dunque, per squalificare il diverso fino a irriderlo, manifestando in questo modo una cultura manichea portatrice di odio e di intolleranza.

Non fu da meno il cattolicesimo di sinistra che, come afferma in un suo saggio il filosofo della politica Nicola Matteucci, padre nobile del liberalismo italiano, Presidente dell’Istituto Carlo Cattaneo e fondatore della rivista Il Mulino, “l’insorgenza populistica sessantottina aveva determinato il nascere di una vera e propria zona grigia tra cultura cattolica e comunista che ebbe modo di manifestarsi nella mistica dell’operaio”.

Da un lato marxismo verso il sindacalismo rivoluzionario e dall’altro un Cristianesimo travisato, radicale, volto alla salvezza dell’anima: ancora oggi un persistente “incesto ideologico”: risultato fu la trasformazione sincretica radicale del mondo delle istituzioni formative.

Ne è seguito un lungo periodo di degradazione della scuola e dell’università, a loro volta degradate a strumenti di ordine pubblico per ingabbiare ed assorbire minacce d’ordine politico con governi ed Istituzioni politiche che dichiaravano la loro impotenza: Insomma, le scuole – come le università – furono trasformate in centri di agitazione e propaganda, luoghi di sopraffazione e violenza prima di tutto psicologica.

Nella retorica di sinistra del pluralismo e della democrazia abbiamo visto dominare una vera proprio egemonia totalitaria all’interno dell’università e, nel paese, una rete psicologica dalle maglie sempre più strette, abbiamo visto attuarsi, da parte di gruppi dell’estrema sinistra, una tattica che Romeo ebbe modo di denominare, nel suo celebre volume “Scritti politici”, del piromane-pompiere.

La creazione dell’Egregora

Dieci anni in cui si è assistito al prevalere di docenti e studenti ubriachi di ideologia ed alla “americanizzazione” e “mercificazione” imposta dal capitalismo finanziario (come lo ha opportunamente chiamato Luciano Gallino) con la trasformazione delle scuole in aziende.

La meritocrazia è definitivamente defunta e, con i buoni scuola, le scuole sono state trasformate in aziende/caserme gestite secondo una logica autoritaria-clientelare (altro che meritocrazia!) posta in essere da dirigenti che ricordano sottoufficiali dei regimi dittatoriali.

In tutto questo il sindacato non è stato da meno, impotente o connivente comunque corresponsabile, ed ha abbandonato i docenti nella solitudine, costretti a trasformarsi in servitori ossequiosi pronti anche a tradire i colleghi.

Non parlando del bonus premiale che ha ridotto il docente ad uno strumento di mercificazione coadiuvato in questo dalle tecnologie didattiche, assolutamente superflue sotto il profilo educativo, ma indispensabili e funzionali alla mortificazione del sapere.

Che tutto questo faccia parte di un disegno, di una strategia di potere e di dominio? Sono complottista!

E’ sotto gli occhi di tutti che l’attuale sistema scolastico è lontano dal poter essere definito libero, esso, di fatto, costituisce fattore critico di successo per chiunque governi (espressione della classe dominante), e questa situazione è verificabile in tutti i paesi del mondo: ovunque il sistema funziona sotto stretto controllo dell’elite.

L’istruzione, la conoscenza e la consapevolezza sono determinanti nella comprensione dei fenomeni sociali, nell’uso dell’intelligenza emotiva e nella conservazione dello spirito critico e sono, se funzionanti, i veri insormontabili ostacoli del pensiero unico globale e del potere costituito presunto inamovibile.

Il sistema istruzione è strategico per le elite e deve essere reso innocuo agendo su tre target: Discenti, Insegnanti e sistema mass mediatico (libri di testo ed in generale strumenti di supporto all’insegnamento).

Discenti

 I discenti devono essere accompagnati a programmi di studio predefiniti attraverso lezioni frontali, lettura di libri di testo accuratamente predisposti: la valutazione deve limitarsi alla abilità nel ripetere, logica e deduzione autonoma (Aristotele) vanno disincentivate.

Il “pensiero vietato” non deve emergere e non è disdegnato l’uso di tecniche di PNL.

I discenti non devono porsi domande ed il dialogo, lo scambio di opinioni, il “brain storming” devono essere sempre svolto sotto la guida di un moderatore.

I discenti non devono essere lasciati liberi di esporre le proprie idee, intuizioni e percezioni e conseguentemente non devono essere facilitati momenti ed eventi di pensiero libero.

Insegnanti

 Gli insegnanti sono chiamati attraverso un concorso che giudica l’idoneità in base a parametri standardizzati. Il presupposto di riferimento è quindi il quadro socio culturale in cui la scuola si dipana, riferito in particolare alla Egregora sviluppatasi negli anni, un campo di risonanza dove dominano regole non scritte ma chiaramente percepibili nell’ambiente.

Non può non esserci accettazione immediata alla Egregora pena il non superamento della prima fase, precariato, che normalmente richiede un tempo sufficientemente lungo.

E’ in questo periodo che si verifica l’affidabilità culturale e l’adesione ai principi del pensiero unico dell’Egregora e la accondiscendenza ad accogliere e veicolare quanto predisposto e consigliato dall’apparato burocratico.

L’insegnante deve perciò rappresentare ai discenti il pensiero unico globale predisposto e qualsiasi forma di discussione e dialogo deve tendere al fine dato,

Inoltre gli insegnanti sono tenuti a svolgere ruolo di moderazione dei dialoghi culturali, avvalendosi dei soli libri di testo e ricorrendo sempre alle lezioni frontali.

Il “Main Stream” è il faro comunicativo del bene e del male e va supportato e difeso sempre e comunque perchè è la vera ed unica cassa di risonanza del corretto pensiero unico.

Il sistema mass mediatico

I libri ed i supporti didattici prescelti rappresentano la verità e qualsiasi controinformazione va accuratamente rimossa, denigrata e relegata a fake news. Per questo motivo i libri di testo storici scelti rappresentano l’unica versione dello svolgimento dei fatti e delle dinamiche culturali in presenza di vera e propria “conventio ad excludendum” verso Autori e modalità di pensiero indesiderati.

E’ noto che le case editrici di libri scolastici, tutte riferibili a facoltosi proprietari dei mezzi di comunicazione (TV, radio, case editrici, blog, canali internet) o grandi, innominabili e poco noti finanzieri internazionali.

La rete dei fornitori di questa tipologia di prodotti è approvata dal ministero e naturalmente essi garantiscono che la scuola sia veicolo del pensiero politicamente corretto anche attraverso la non messa in discussione degli appartenenti all’elite.

La scuola rappresenta così la Via, la Verità e la Vita