Le Connessioni Imprenditoriali

Tratto dal Saggio
“Il 7 e l’era dell’Aquario”
Imprenditoria e Management del nuovo Millennio
Autore Ercole Marcheschi

 

Muovo da alcuni assunti:

  • L’attività imprenditoriale, organizzativa e gestionale, si effettua sempre più in spazi e confini spesso indefiniti e comunque molto più ampi di quelli giuridico-organizzativi formali dell’impresa.
  • I rapporti di cooperazione fra Imprese sono caratterizzatili in modo nuovo con identità giuridico-economica non più definita da identificati e distinti scopi, strutture, diritti di proprietà, autorità e poteri; inoltre, spesso, le Imprese operano sullo stesso mercato anche non in relazione tra loro.
  • I conflitti tra Imprese hanno aree di indefinibilità proprio in relazione al sovrapporsi di analoga attività sullo stesso mercato.

Quanto sopra evidenzia che:

  • si tratta in tutti i casi di “Imprese” non riconducibili a fattispecie definite ed in parte costituite da strutture organizzative ed in parte da mercati;
  • non vi è coincidenza fra confini giuridico-organizzativi dell’Impresa e confini dell’attività imprenditoriale, gestionale e tecnica della stessa;
  • il reale contenitore e regolatore dei processi economici ed organizzativi non è nelle strutture delle singole Imprese bensì nei processi di valorizzazione dei prodotti e nei sistemi di regolazione fra le Imprese, spesso non definiti a priori ed in modificazione durante i processi.

La teoria insegue la pratica, e non viceversa, a sua volta inseguita dai Teorici/Legislatori ed emerge l’assoluta inadeguatezza del quadro normativo rispetto ai processi economici, ai modelli organizzativi, alla tecnologia ed alla gestione delle risorse umane.

La libertà di impresa è sempre più condizionata dalla “sindrome del controllo” della politica sempre più fonte di pessime pratiche. È mia opinione che la sindrome del controllo derivi da una concezione legata al convincimento che l’unico modo per evitare abusi sia quello di vietare piuttosto che educare, di normare piuttosto che liberare cosa che personalmente ritengo assolutamente controproducente.

Tornando al tema, in realtà alcuni teorici dei sistemi e delle tecniche imprenditoriali hanno già identificato l’interdipendenza fra tecnologia e sistema sociale, tra unità organizzative e tra Imprese e le transazioni intercorrenti fra organizzazione ed ambiente e viceversa: in sostanza tutto definibile come “connection organization” (Organizzazione delle Connessioni), in definitiva un modello organizzativo emergente.

Questa nuova visione non solo mette in discussione consolidate teorie ed i metodi delle scienze organizzative ma ricolloca l’organizzazione interna dell’impresa entro una più vasta rete di rapporti economici e sociali.

Le connessioni organizzative virtuali e reali

Prima di entrare nel vivo delle analisi teorico/pratiche sul Modello/Sistema Organizzativo Dipartimentale per le PMI che intendo porre alla riflessione del lettore, è opportuno definire cosa intendo per Connessione quando mi riferisco ad Imprese e, conseguentemente, cosa intendo per “Impresa Connessa”.

Per marcare le differenze è necessario distanziare la mia analisi da tutto ciò che dalla metà degli anni ’80 è stato inglobato dal termine “rete” che considero inadeguato a rappresentare la filosofia d’impresa che propongo pur riconoscendo che molti dei caratteri che analizzerò, e non potrebbe essere altrimenti, si sovrappongono nel Modello Dipartimentale.

Infatti le discipline che si sono occupate di reti di organizzazioni, economia, ingegneria, informatica, scienze dell’organizzazione ecc. non hanno affrontato e tanto meno risolto quali e quanti significati si possono attribuire al termine “Rete”.

Il termine contiene significati, concetti ed applicazioni le più diverse: reti telematiche, di processi, di relazioni, di conoscenze, ecc. che non esprimono correttamente una fattispecie, non connotano una tipologia e lasciano indeterminate le naturali conclusioni utili alla definizione di nuovi modelli organizzativi.

Voglio introdurre il termine “Connessione” che meglio comunica il carattere della “Nuova Impresa”, intuitiva, percettiva e fortemente orientata alla persona. In questo lavoro voglio indagare e definire il concetto di “Connessioni” nella accezione molto più vasta, quella legata alla Fisica Quantistica ed alle nuove frontiere Scientifiche ed Umanistiche.

Mi riferisco perciò non solo alle cosiddette “connessioni parallele” o convergenti che hanno una funzione di regolazione ed organizzazione dei sistemi sociali ed economici, quali sono i sistemi di Imprese, ma voglio andare oltre e riferirmi alle Connessioni Intellettive, alle Connessioni Umane ed ai nuovi meccanismi che le caratterizzano.

Definisco le Connessioni, il network, come modello di relazione fra diverse organizzazioni per raggiungere fini comuni, un sistema di relazione fra menti ed organizzazioni o, comunque, un insieme definibile di legami fra soggetti che progettano e realizzano un comune processo di produzione, attività di servizi, progetti di ricerca, sistemi di comunicazione, piattaforme di conoscenza e di affari nell’ambito, ognuno, della propria vita lavorativa.

Prima di procedere occorre, quindi, togliere di mezzo uno dei preconcetti che crea maggiore confusione e cioè la convinzione che possano esistere organizzazioni e, conseguentemente, imprese esclusivamente virtuali: la cosiddetta “old economy”, imperniata su organizzazioni reali, si è evoluta adottando le nuove tecnologie, mettendole a disposizione dell’organizzazione dopo averle adattate e dopo aver definito e metabolizzato un percorso di cambiamento.

La new economy è l’evoluzione della organizzazione reale che si sviluppa, la “virtualità” è una tecnica strategica applicabile ad ogni organizzazione e non esiste esempio od esperienza per cui organizzazioni esclusivamente virtuali possano rappresentare ed esprimere concretamente nuovi modelli.

Le Organizzazioni evolute nella New Economy hanno usufruito di tecnologie costruite sulle reti telematiche che hanno rappresentato il fattore critico di successo delle organizzazioni innovative:

  • piattaforme di gestione della conoscenza (knowledge management), gestione dell’apprendimento (e-learning): la rete ha rappresentato il veicolo di sviluppo della Conoscenza;
  • piattaforme per il commercio elettronico (e-commerce, e-business): la rete ha allargato il mercato potenziale raggiungibile virtualizzandolo ed ha ridotto le tempistiche di raggiungimento del mercato, il cosiddetto “time to market”, rendendo più veloce ed efficace l’incontro di offerta e domanda;
  • condivisione delle risorse (sub-forniture, outsourcing, alleanze, etc.): lo scambio delle informazioni, documenti, contratti, ecc., in tempo reale a mezzo rete telematica, ha migliorato la competitività ed ha determinato il sorgere di una nuova cultura umanistica.
  • Queste tecnologie sono mezzi e strumenti di cui le organizzazioni imprenditoriali si sono avvalse e non possono certo essere definite organizzazioni esse stesse: organizzazioni, se vogliamo, sono quelle che strutturano il web con prodotti informatici basati su contenuti e tecnologie quali:
  • sistemi di Gestione dei Rapporti con la Clientela (CRM, Customer Relationship Management); sistemi di connessione fra Persone e fra Imprese e Persone;
  • sistemi informativi aziendali (ERP, Electronic Resource Planning), tutti strumenti per gestire i flussi di informazioni insiti in Imprese fisicamente strutturate in cui i processi ed i flussi di informazioni sono veicolati dalle reti di telecomunicazioni ed in particolare dal web: ma chi regola sono Persone che interagiscono in strutture complesse. Gli scambi sono reali (prodotti, servizi, contenuti) e danno luogo a transazioni reali materiali, finanziarie ed economiche).

Nel tempo queste metodologie, comunque, diventano veri e propri assets, patrimonio intangibile dell’impresa, valore, essendo fonte di conoscenza quindi di miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia uguale a maggiore competitività ed economicità.

Il consolidamento strutturale della Conoscenza accresce e consolida il cosiddetto “Capitale Intellettuale dell’Impresa” e la sua condivisione: la disponibilità, lo scambio interno e la veicolazione della Conoscenza a beneficio dei nodi strutturali di connessione, amplifica il valore intrinseco dell’impresa stessa.

La gestione attiva delle conoscenze in continuo consolidamento strutturale genera trasferimenti dalla Comunità interna verso l’esterno attraverso e nelle connessioni professionali non solo nazionali.

Anche il marketing ne beneficia strutturalmente: i moderni software CRM (Gestione dei Rapporti con la Clientela) utilizzano lo scambio di informazioni con i Clienti modellando dinamicamente nuove strategie in funzione dell’evolversi della esperienza di mercato, giungendo a definire sempre nuove e sofisticate comunità di clienti e migliorando la penetrazione del mercato stesso.

L’intelligente utilizzo del software ERP (Sistema Informativo Aziendale), a partire dalla semplice gestione della modulistica, consente la condivisione e l’utilizzo di risorse comuni fino a porre “in Connessione” l’impresa tutta nel suo insieme.

Possiamo quindi affermare che l’organizzazione connessa modella stabilmente l’insorgere di un Soggetto Economico Collettivo come insieme di tutte le sue componenti realizzando, in pratica, “La Connessione Imprenditoriale”.

Come organizzazione la Connessione si realizza come rete interna in cui unità interne collaborano con unità esterne a cui sono state affidate alcune fasi di un processo e/o la condivisione di mercati.

Come governance la variabilità è funzione degli equilibri. Governi multipli (per Connessione) con rappresentanza condivisa, governo da parte dell’impresa più forte, governo di grande impresa, sono tutti possibili mantenendo un livello di controllo che rispetti le autonomie dei singoli e si basi su cooperazione e condivisione.