La pandemia in Italia

Pubblicato il  01 Aprile 2020

Autore Ercole Marcheschi

Forse c’è un motivo per cui il popolo italiano, in particolare nelle regioni economicamente più avanzate, subisce questo attacco pandemico.

Non è vero che siamo tutti uguali, non è vero che il territorio non influenza l’ambiente, sembra inutile riaffermarlo ma invece serve!

Ogni nazione ha una particolare frequenza vibratoria perché è riflesso delle frequenze vibratorie del suolo, del clima, della natura e delle Persone.

La differenza tra i territori, le condizioni climatiche e di vita che li caratterizzano ed i riflessi che tutto questo ha sulle persone, in primis, e sulla natura in generale, assumono grande rilevanza nelle dinamiche di cambiamento planetario.

Anche le strategie di governo del mondo e di testing di tecnologie di ogni tipo, svolgono un loro ruolo peculiare e spesso si concentrano sulle popolazioni più evolute.

Il popolo italiano è anomalo. Per natura contro le regole, è un popolo libero, disincantato (secoli e secoli di papato sono nel DNA) ed è quello che, attualmente, nel mondo, sta maturando più velocemente in termini di Coscienza e di Consapevolezza non solo spirituale.

Gli Italiani sono molto attaccati alla religione, ma sempre di più sono attenti alla sua evoluzione e, se non convinti, sono pronti ad abbandonarla per scegliere altre strade.

Il popolo italiano ha molte qualità:  è un popolo latino, non il solo, e tra i popoli latini è quello più intuitivo e percettivo e che sa meglio direzionarsi nelle scelte concernenti il proprio futuro: il popolo italiano detiene un livello di coscienza individuale molto alto.

Il popolo italiano può essere guidato e manipolato dalla religione (lo è stato ma non fino in fondo) perché la religione è nel suo DNA, nell’essenza profonda del suo saper essere espressione di una profonda spiritualità.

Questo legame con la Religione non è però assoluto, indissolubile (lo spirito critico è sempre in agguato), e quando riesce a distaccarsene vive uno stato di coscienza molto più profondo.

Vale una riflessione di confronto con il popolo tedesco (momenti storici non lontani ci hanno visti contrapposti, successivamente accomunati e gli ultimi, diversamente cruenti, soccombenti in diverse battaglie con guerra in corso).

In particolare ho avuto modo di notare una caratteristica nel popolo teutonico che ci distingue profondamente e cioè il loro essere assoggettati, l’auto assoggettarsi, alla disciplina, in assoluto, fino a perdere la propria dignità umana, perdere il legame con sé stessi: lo hanno dimostrato anche nell’ultima fase della seconda guerra mondiale quando, in difficoltà, si trincerarono dietro la disciplina andando, ad occhi bendati, verso l’autodistruzione.

Nel 1992, in occasione della riunificazione delle due Germanie, pur di raggiungere il risultato con il loro massimo profitto, non si fecero scrupoli a creare una grande pandemia finanziaria che travolse molte valute compresa la lira Italiana. Fu il Presidente Kohl che dettò la disciplina ed i tedeschi eseguirono senza minimamente tener conto delle sofferenze che avrebbero procurato (Fonte Geoge Soros che fu protagonista, speculatore finanziario attivo, su richiesta tedesca).

I tedeschi denominano questa loro caratteristica «drang nach dem absoluten», (impulso verso l’assoluto). Nessun altro popolo al mondo ha, nel suo lessico, una parola, una frase, che traduce questo pensiero, il sentimento, la propensione a sostenere ogni idea sino all’estremo limite, a costo di provocare catastrofi.

Di contro, lo stato di coscienza e la sensibilità sopra citati rendono il popolo Italiano più fragile verso quegli agenti esterni che, nel manifestarsi, fanno emergere insicurezze, vulnerabilità, sensi di colpa, rimorsi e rimpianti (tipici della cultura cattolica): la facoltà di reazione si attenua ed il primo impatto con le difficoltà abbatte animi e lucidità, sia nella classe dirigente che nelle Persone, il che rende più agevole anche il dilagare di una pandemia come quella che stiamo vivendo.

Il popolo italiano ha bisogno di riaffermare continuamente la propria identità, rielaborare gli accadimenti, ritrovare equilibrio. Attraverso le traversie, il dolore e la paura che sta vivendo attualmente, affermerà ancora una volta, nella metabolizzazione degli accadimenti, la sua evoluzione identitaria e metterà in campo tutto il proprio potenziale fatto di solidarismo, empatia, intelligenza emotiva e capacità di adattamento: reagirà molto meglio e più efficacemente rispetto agli altri popoli ed abbandonerà, per primo, il culto del consumismo, del liberismo e della globalizzazione.

Il popolo italiano, in Europa, è chiamato a svolgere una funzione di guida intellettuale e potrà essere di aiuto agli altri popoli con tutto quello che potrà offrire, con il suo modello di vita, con la sua pacatezza, con la sua cultura, con la sua concezione dell’economia: non è lontano il momento in cui tutti i popoli Europei dovranno rielaborare la propria convivenza ricercando le motivazioni di unità e l’Italia sarà il catalizzatore possedendo già, nella propria identità, i necessari valori universali rispetto ad altre comunità che ancora non hanno imboccato la via avendo difficoltà ad individuarla.

 

FONTI

https://it.insideover.com/economia/la-follia-dellausterita.html

https://notizie.tiscali.it/economia/articoli/Germania-dimenticato-Europa-debito-guerra/

https://www.huffingtonpost.it/2013/05/12/george-soros-lo-speculato_n_3262351.html

https://it.insideover.com/economia/1992-quando-la-bundesbank-scateno-soros-contro-litalia.html

https://it.insideover.com/economia/quel-muro-che-continua-a-dividere-la-germania.html

https://www.lettera43.it/patrimoniale-prelievo-forzoso-amato/?refresh_ce