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La Mascherina simbolo della contro-iniziazione in atto

Autore Ercole Marcheschi

17 Agosto 2020

Iniziazioni e Contro-Iniziazioni

Voglio porre alcune riflessioni sul significato di alcune dinamiche sociali che caratterizzano questo scorcio di inizio secolo dando definizione e consistenza alla “base sociale” verso cui è diretta quella che definisco una contro-iniziazione di massa, una sorta di processo autodistruttivo che una volta innescato si alimenta dal basso: contro-iniziazioni rispetto alle iniziazioni, ai sistemi iniziatici (religioni in particolare ma anche scuole filosofiche, massonerie) che hanno caratterizzato indelebilmente tutta la storia dell’Umanità.

Fenomeni, processi e procedure, quello delle Iniziazioni più o meno rituali, che hanno conformato tutta la evoluzione Umana attraverso sì Religioni e Massonerie ma anche caratterizzato da Guru e pseudo tali, leaders e capi-popolo, iniziazioni di massa, riti collettivi (come cortei e processioni), tutte dinamiche da cui è oltremodo difficile uscire governate, come sono, da “Egregore” che non sono altro che “forme di pensiero strutturato” a loro volta governate, potenti, unificanti nello spingere alla omologazione.

Rimanere all’interno di questi processi è oltremodo rassicurante e nello stesso tempo una sorta di “nirvana” anestetizzante; uscirne è difficile, faticoso, scomodo e per questo è opportuno discuterne, contestualizzare e consapevolizzare la quasi ovvia contraddizione.

Questa contraddizione è oltremodo evidente nel periodo storico in cui ci viviamo (non sono qui a rimpiangere i bei tempi passati, la storia maestra di vita: non è nelle mie corde).

Biblicamente “Niente di nuovo sotto il sole”, ma possiamo dire che tali dinamiche di “pazzia” generale, quantomeno, mettono a dura prova chiunque di noi si dibatta in una guerra interiore tra il reagire ed il lasciarsi andare.

Nella storia però qualcosa sempre mi attrae: la valutazione del contesto la ritengo affascinante ed altrettanto interessante è indagare nell’”Anima del Tempo” rispetto ai valori immutabili, indagare sulle filosofie, sulle idee dominanti che caratterizzano le Persone (per-sona)  e che animano la loro vita ed i contesti sociali in cui si muovono, vero specchio della socialità.

La Scuola, in ogni ordine e grado, troppo spesso, ci ha insegnato a banalizzare il passato per esaltare il presente. Mi doto di un esempio per meglio spiegarmi.

Il Medioevo epoca buia? Arretratezza culturale? Ma non andiamo in giro in tutta Europa ad ammirare, stupefatti, città e castelli medioevali, duomi, cattedrali, sculture manufatti e dipinti e ad apprezzare opere filosofiche e culturali? Ma ci siamo domandati quale era l’”Anima” di quel tempo? E questo esempio non è emblematico e mutuabile, per caso, per ogni epoca?

Questa valutazione resa superficiale (e molte altre), culturalmente, storicamente e spiritualmente devastante, nasce nella cultura dei Lumi (Illuminismo?) ed è riuscita a passare, guarda caso, a livello di massa.

L’Illuminismo ha anche altre responsabilità avendo introdotto altre forme di introspezione e spiritualità, proseguendo sulla scia e a modifica di quanto avveniva nelle epoche precedenti, per indicare il passaggio da uomini “psichici a pneumatici” e così l’uomo si avviluppa in una sequela di percorsi di evoluzione interiore, faticosi, correndo il rischio di cadere e perdere la “Via”: che l’angoscia che ne consegue vada controllata?

Sì, perché i nostri Tempi hanno caratteristiche che mai si sono verificati nella storia.

Ogni comunità ha perso la “Trebisonda”, siamo confusi, disorientati, sembrano saltati tutti i principi, tutti i codici di comportamento e di riferimento. Sembra possibile tutto ed il contrario di tutto e soprattutto coloro che hanno il potere di orientare masse consistenti di uomini sono arrivati a esprimere un livello di menzogna altissimo, che rende difficile perfino lo “smascheramento” tesi, come sono, a tentare di “mascherare” tutti.

Ritrovare l’ETICA? Certamente!

Quest’opera di disorientamento è realizzata dal potere finanziario ed economico di matrice illuminista (deviazione?) con il supporto di intellettuali e scienziati che hanno perso l’”Anima”.

Questo potere non è omologabile in nessuna casella ideologica, religiosa o politica o culturale: è praticato dalla stragrande maggioranza degli umani che decide, con qualche rara eccezione.

Il quadro vede inoltre milioni di “Persone” che hanno decisamente indossato il para-occhi e la “mascherina”, hanno abbassato definitivamente lo sguardo verso terra a dispetto di qualsiasi suggerimento contrario, radicando feroce odio per il cielo: qualche responsabilità va attribuita? Perché non si ammira la bellezza della natura che tutta ci circonda?

Interessante esaminare come da una dinamica sia scaturito il comportamento di massa.

E’ noto che una “valanga” di informazioni aride, non motivate e commentate, alla rinfusa e non contestualizzate pongono seri problemi di valutazione a chiunque. Gli schemi cerebrali di ognuno di noi non sono stati mai sottoposti ad “addestramenti” alla ricezione di tali masse di dati ed il nostro cervello subisce un “overflow”, un sovraccarico inelaborabile.

Per la maggior parte del potere mediatico le cose sono così perché avvengono, e avvengono perché devono avvenire in nome di un’assoluta libertà individuale non valutabile, né sanzionabile né circoscrivibile in nessun modo, ma in un contesto morale sanzionabile dal potere costituito (?!), attraverso una sanzione morale, una sanzione verbale o con un richiamo a dei princìpi.

Ma i cosiddetti princìpi, tutti, come sopra ho esposto, si equivalgono, come si equivalgono i cosiddetti valori: chi può invocarli, quindi, a guida ed orientamento? Quale superiorità etica può essere evocata?

Ecco che neuroni e sinapsi del “terzo cervello”, nell’interazione psicosociale percepiscono “l’Altro”, “il Prossimo”, alternativamente come modello, come rivale o come ostacolo, a seconda del momento, e quindi con latente indefinitezza: conseguente è quel fenomeno sopravveniente, tipicamente umano, di mimesi e rivalità, descritto da René Girard, una condizione di oscuramento totale celebrale sconosciuto fino a 40 anni fa.

Questo fenomeno indotto non riguarda solo la fase Covid ma, almeno, la fine del XX secolo e questo primo ventennio di secolo. 

Siamo sommersi da notizie alla rinfusa, “globalizzate”, in quantità industriale da tutto il mondo: spaccio nelle scuole a 10 anni, drink ed aperitivi a 11 anni, notti bianche, rosa e multicolore, vita notturna trasgressiva e festaiola ogni sera; ed ancora: aggressioni agli insegnanti in aumento (fra l’indifferenza sostanziale di famiglie e istituzioni) e, molto di peggio, il disordinato e disastroso sistema di accoglienza che si vuole debba essere il grimaldello finale per lo sdoganamento di pratiche di ogni tipo.

In Europa e nel mondo fenomeni più marcati: odio ed aggressioni generalizzate, costumi stravolti, decristianizzazione pianificata, attacco alla famiglia in tutte le sue componenti e de-umanizzazione senza freni: Etica della libertà?

Non vado oltre, tutto è sotto gli occhi di tutti ed è abbastanza per riflettere: i media non conoscono temi di comunicazione positiva e no perché non ve ne sono.

Non che in altri tempi non si sia verificato qualcosa di analogo.

In età imperiale, a singolo esempio, nell’età degli Antonini e della Seconda Sofistica il vuoto morale e spirituale era grande e i disagi e le ingiustizie sociali erano gravi: l’elite composta dai ricchi e potenti signori romani sfruttavano e vessavano le provincie, circondati da un nugolo di adulatori e leccapiedi che cercava con ogni mezzo la gloria e il denaro. Questa massa di gente si rifaceva ad Antistene e Diogene, alla pratica della “vita cinica”: ci volle tempo per arrivare ad interessare e coinvolgere le classi popolari ma le raggiunse. Qualche analogia? Luciano di Samosata ne offre una descrizione efficace che rapportata ad oggi ha dell’incredibile.

Dal ‘700 in poi, l’età dei Lumi continua, attraverso i secoli, ad indirizzare e “formare” le intelligenze in modo maggioritario ed alcune risultanze sono diventati anche sistemi filosofici.

Anche la formazione delle classi dirigenti è stata oggetto per la messa a punto di sistemi di addestramento e formazione legati ad ambienti, metodologie e socialità definite sulla base di conoscenze esoteriche, che oggi riconosciamo scientificamente riconducibili alla fisica quantistica, e riconducibili a concetti di Egregore e Forme di pensiero.

Quasi sempre queste attività transitavano attraverso iniziazioni esoteriche la cui potenzialità non è mai stata sufficientemente rappresentata ai non addetti ai lavori.

A questo soffocamento contribuisce enormemente anche lo “scientismo”, erede del vecchio positivismo ottocentesco: il potere della tecnoscienza, in tutte le sue manifestazioni e componenti, pretende arrogantemente di convincere che non bisogna cercare la verità, perché essa non esiste. Per moltissimi “scienziati” la verità è solo quello che i mezzi scientifici riescono produrre in termini di miglioramento della vita materiale o di quello che “appare” un miglioramento o quello che viene imposto come miglioramento (Vaccini?).

In questo modo si propaga, sostenuto dai mezzi di comunicazione di massa, quel concetto di libertà individuale sganciato dalla responsabilità, cioè dall’obbligo etico per cui ciascuno è tenuto a rispondere (da cui deriva la parola responsabilità) a qualcuno, sia esso il prossimo, o Dio.

Il Movimento NewAge, con il suo sincretismo, ha anch’esso svolto un ruolo determinante, io ritengo, studiato pianificato e realizzato scientificamente.

Esso è stato ed è da decenni una pericolosa deriva neospiritualista che si integra perfettamente con i meccanismi socio-politici ed economici del preteso nuovo ordine mondiale, cui tendono le classi dirigenti delle organizzazioni sovranazionali  (Onu e derivati).

Al fianco della mondializzazione dell’economia e della democratizzazione imposta, spesso anche militarmente, la New Age, ispiratasi ad Aldous Huxley, è l’archetipo di una sorta di globalizzazione delle anime, collegata alle altre forme di omologazione planetaria come il mondo unidimensionale ed unipolare avente come obiettivo il Villaggio Globale di McLuhan,  definito felicemente da qualcuno “uno sterminato allevamento di polli umani”.

Ma un vizio in particolare supera e comprende tutto, la arroganza e la tracotanza che caratterizza indiscutibilmente il nostro tempo, l’”Ibrido”, l’aggettivo che definiva una volta il superamento dei limiti imposti dalla natura, l’eccedere i giusti confini, la sottomissione al “vizio”: concetti morali che sopprimono quelli Etici?

E’ per me questa la contro-iniziazione di massa, l’archetipo che oggi ci domina, il misuratore dei comportamenti.

E’ su di essa che si fonda il nostro tempo ed essa lo caratterizza tanto nelle manifestazioni private nei rapporti interpersonali che in quelle pubbliche dei politici irresponsabili, dai bulli a scuola e nelle strade, dalla ferocia dei gruppi etnici alla sfrontatezza tutelata di chi esercita prostituzione e commercio di morte (droghe) in senso lato, dall’avidità del guadagno al ricorso sistematico alla violenza.

Ma ancor più in questa insulsa lotta alla disumanizzazione è complice anche il nostro sistema religioso Cristiano planetario che nel tentativo di contenere i danni finanziari di un passato complessivamente disastroso ha perso definitivamente di vista prima la reale natura del Cristianesimo e poi anche i risultati del Concilio di Nicea su cui ci sarebbe già molto da discutere: e l’Islam incalza! Nemesi delle Crociate?

Transgender, genitore 1 e genitore 2, utero in affitto e via così tutelando i diritti di alcuni a discapito di altri e perdendo definitivamente l’identità edificante che di per sé contempla i diritti di tutti: ma di doveri chi ne parla? Ci accorgiamo quanto l’ibrido domina individualmente e collettivamente?

Non tutto è perduto, anzi, la storia dell’umanità insegna che certe forze entrano in competizione sempre tempestivamente.

La moltitudine di persone consapevoli che lottano contro questa deriva cresce giornalmente in termini esponenziali e la loro forza ed il loro spirito di collegamento ed adesione è molto più potente di quanto si possa immaginare, particolarmente dal punto di vista esoterico: una “Egregora” in positivo? Forme di Pensiero che esaltano la potenza della loro convergenza?

Il titolo di questo articolo non mi sfugge.

L’Umanità e sempre stata caratterizzata da Simboli ed Archetipi, da iniziazioni e contro-iniziazioni, da periodi luminosi e da periodi bui e le forze duali si sono sempre alternate nella caratterizzazione dei tempi.

La fase storica in cui viviamo sta assumendo connotazioni apocalittiche e dopo le iniziazioni orientate dall’Illuminismo del ‘700, cosiddette bianche, anche all’interno di quelle organizzazioni, Egregore analoghe, sono sorte potenti linee di tendenza assolutamente contrastanti, definite nere, e questo è il contrasto principe che stiamo vivendo, lo scontro finale dopo anni di tentativo Nero di sopraffare il Bianco: Profezia?

Iniziazioni e contro-iniziazioni si sono confrontate sul campo e le Forme di Pensiero, vere e potenti energie sottostanti, hanno determinato egregore, anche divergenti, che hanno operato liberamente per secoli alla luce del sole.

Si può quindi parlare di contro-iniziazione di massa? Esistono dei centri che pianificano questa controiniziazione?

Serve poco interrogarsi se esistano, anche se sono, a voler cercare, assolutamente individuabili (Renè Guenon parlava delle sette torri del diavolo che sono centri di iniziativa satanica e ne individuava i luoghi).

La dinamica planetaria legata al Covid ci fornisce elementi che consentono di analizzare e riflettere partendo da un presupposto chiaro e cioè la non sottovalutazione delle dinamiche e dei fenomeni legati all’esoterismo.

Statisti, Politici, Scienziati, filosofi, intellettuali, insegnanti, Papi, Cardinali, Vescovi, preti, frati, militari, burocrati, Poliziotti, Carabinieri, Finanzieri, Imprenditori, manager……… sufficiente elencazione? Bene una grande quantità di Persone che dispongono di potere sono passate attraverso Riti e percorsi di iniziazione. Giornalisti, Redattori, Anchormen, il mondo della comunicazione che conta ecc., sono specialisti sottoposti inoltre. ed anche, ad addestramenti particolarmente mirati.

Compiere dei rituali incide profondamente sia sulla psiche sia sulla realtà.

Questo premesso torno alla maschera tralasciando gli effetti dannosi che l’uso indiscriminato comporta alla salute ed introducendo il tema del simbolismo che essa rappresenta e degli effetti psichici che genera.

Quanto di seguito è mutuato anche da un ottimo articolo di Maurizio Fani.

L’uso della maschera nasconde un atavico e complesso significato che attraversa ogni comportamento dell’uomo: dalla guerra alla morte, dalla festa alle espressioni artistiche, fino a giungere ai rituali religiosi, magici ed esoterici.
La maschera, per sua natura occulta, cancella ogni emozione, nasconde, impedisce alla realtà di chi la indossa di essere sé stesso e lo trasforma in altro da sé: l’identità personale è, sì, celata agli altri, ma soprattutto perdiamo la nostra identità, diventiamo sconosciuti a noi stessi.

Qualsiasi azione viene “deresponsabilizzata” nell’inconscio dell’individuo perché lui stesso si cala psichicamente nel personaggio che si appresta a rappresentare, avviene una trasformazione profonda al suo interno diventa un’altra “Persona”: ampia è la letteratura in questo senso.

Quindi la maschera non esprime solo la funzionalità verso l’esterno, bensì, soprattutto, svolge una potente azione di modifica verso l’interno.

Le persone s’identificano solitamente dai lineamenti del viso: La maschera impedisce questo riconoscimento ANNULLANDO LA PERSONALITA’ DEL SOGGETTO nel riconoscimento esterno, annullando elementi fondamentali di “Connessione” sociale ed individuale.

La maschera fornisce un volto nuovo a quel corpo.

La maschera struttura anche un pensiero diverso in chi la indossa e fa in modo che questo nuovo elemento, aggiunto, interagisca e dialoghi con altri simili nelle stesse condizioni: Il nuovo pensiero s’impone sia all’interno, nel soggetto, che all’esterno, nel rapporto con gli altri.
Si sviluppa così un effetto rete, noto nella psicologia di massa, responsabile della nascita di una credenza positiva in quel gesto, una nuova Egregora per la “nuova” Forma di pensiero.

Più precisamente si assiste a una de-individualizzazione con successiva ricostituzione di una nuova psichicità, capace di difendere la nuova posizione oltre ogni riflessione e dubbio.

Si acquisiscono certezze non opinioni.
Gli individui diventano i primi difensori e i primi accusatori di chi mostra un pensiero minimamente contrario al proprio esaltando l’Egregora, nuova, a cui appartengono. Sostanzialmente stanno semplicemente obbedendo a un ordine psichico, invisibile ma non meno concreto.Appare evidente che questo tipo di atteggiamento richiama la manipolazione del dominio sulle masse per il mantenimento del consenso.

Ed arriviamo alla funzione del “copia&incolla” come la definisce Maurizio Fani.

La manipolazione avviene in tre passaggi,  il Consumismo, il Conformismo ed il Groupthinking.

Tutti e tre hanno a che fare con la funzione “copia&incolla” che sottiene che i replicanti facciano propri qualunque tipo di pensiero ed azione senza verificarne la fonte: TV, stampa, media in genere, i personaggi del mainstream, il potere e il dominio dicono la verità per definizione.

Risultato: consumismo sfrenato di oggetti e notizie (negative). Di fatto avviene una spersonalizzazione della vita nel quotidiano. Tutto si riduce a nulla livellando ad un piano medio-basso ogni desiderio e aspettativa che devono essere conformi a quello che stabiliscono la comunicazione dei media e quella pubblicitaria.

Le due macrostrutture,  il Consumismo, il Conformismo, servono per creare desideri e bisogni per poi offrire le soluzioni.
Essere conformi vuol dire essere accettati e riconosciuti, altrimenti la minaccia della solitudine e dell’abbandono sarà sempre presente, caratteristica, questa, principe delle Egregore e delle forme di pensiero strutturate: “Non sei uguale agli altri” quindi sei diverso ed inadeguato.
Tutta la psicologia cognitivista e comportamentista adegua l’essere umano al sistema, non considerando l’unicità esistenziale un punto irrinunciabile. Cedere al ricatto genera la perdita definitiva del sè.

Il Groupthinking è una vera e propria Egregora, un condizionamento psichico scientificamente strutturato.
Groupthink, o pensiero di gruppo, è il termine con cui, nella letteratura scientifica, s’indica una patologia del sistema di pensiero esibito dai membri di un gruppo sociale quando questi cercano di minimizzare i conflitti e raggiungere il consenso senza un adeguato ricorso alla messa a punto, analisi e valutazione critica delle idee: non vi sembra di aver vissuto da poco una esperienza analoga?
Creatività individuale, originalità, autonomia di pensiero, sono tutti sacrificati in cambio al perseguimento dei valori di coesione del gruppo; allo stesso modo sono smarriti quei vantaggi derivanti da un ragionevole bilanciamento di scelte e opinioni diverse o contrapposte, vantaggi che possono di norma essere ottenuti agendo come gruppo nel prendere decisioni.
Il fenomeno del groupthinking attecchisce in quei contesti sociali in cui i membri di un determinato gruppo evitano di promuovere punti di vista che vadano al di fuori di quella zona confortevole delimitata dal pensiero consensuale: il contagio? La task force governativa?
Si deve creare un pensiero comune che permetta al dominio di imporre scelte e decisioni che altrimenti non avrebbe potuto istaurare. Il sé deve essere soppresso, le persone devono restare “primati”, “scimmie” non devono assolutamente mai provare il gusto di usare la propria testa e di confrontarsi con i propri simili costruttivamente.

Per raggiungere questo s’instaura un clima di terrore, fatto di paure, autocertificazioni, droni, posti di blocco, lampeggianti, divise, armi e tanta arroganza individuale e di regime.

Il rituale adottato è anch’esso attentamente preparato e rispondente ai canoni di esoterismo e magia.

In qualunque operazione magica il rispetto preciso del rituale, sui gesti, le parole, i vestiti, le maschere, l’intonazione della voce, il modo di camminare, è garanzia di successo.

In che consiste un rituale lo esemplifico di seguito:

  1. Il primo passo è l’isolamento per la purificazione. L’iniziando viene separato dalle cose terrene, allontanato dalle persone, dalle cose e dai luoghi famigliari a cui è abituato per poi esserne privato.
  2. Un iniziando distaccato viene isolato, purgato e “purificato” (in attesa del vaccino?). Un elemento essenziale di questa separazione è la perdita dell’”abitudine” intesa come distacco dal proprio ambiente e sospensione delle regole di vita che ci si è dati.
  3. In quel momento si genera di fatto il controllo e la regolazione dei sensi dell’iniziando e gran parte di ciò che vede, sente, odora, tocca e assaggia è, con il suo consenso esplicito, determinato da altri.

Il rituale non solo ti mette in rapporto con altri possibili mondi ma parla all’inconscio di chi ascolta e di chi compie il rito. Vi suscita qualcosa tutto questo?

Alejandro Jodorowsky, esperto esoterista, studioso di rituali magici, scrive “attraverso il linguaggio dei simboli si parla direttamente all’inconscio delle persone, bypassando la razionalità della mente, per favorire e condizionare il cambiamento desiderato”: interessante è la sua lettura.

Compiere dei rituali incide profondamente sia sulla psiche sia sulla realtà.

E veniamo al simbolismo onirico della maschera, La Mascherina.

La maschera è sempre negativa. Copre una falsità, un inganno, una finzione.

In particolare questa mascherina inibisce la parte inferiore del volto, cioè la respirazione, la nutrizione e il linguaggio.
Quando s’indossa, non possiamo respirare agevolmente (-15% di ossigeno) e la concentrazione di anidride carbonica raddoppia (alcalosi), non possiamo mangiare, bere, gustare e non riusciamo a parlare bene, oltre ad inibire lo scambio verbale.

Inoltre la mascherina impone a tutti un’omologazione visiva significativa: qualcuno la chiama “museruola”, come quella messa ai cani di taglia grossa. Ed è vero!

È un tentativo per addomesticare quei pochi neuroni che ancora la massa possiede per realizzare dei “neuro schiavi” a tutti gli effetti.

La maschera genera una perdita di umanità e promuove la paura continua.

In conclusione abbiamo visto quanto la maschera sia un oggetto che produce cambiamenti esterni, ma soprattutto interni.

Si tratta di uno strumento magico per eccellenza.
Il Dominio fa credere alla massa che la magia sia il Mago Otelma, Silvan, Vanna Marchi: tutti fenomeni di costume a cui non viene dato peso ma anche questa è distrazione di massa: in realtà chi tira le fila sa benissimo che cosa è la magia e come si opera.

L’operazione in atto è una “OPERAZIONE MAGICA” su tutti i fronti, tesa a smuovere forze imponenti e a minimizzare ogni tipo di reazione, incanalandola in percorsi mentali di totale accettazione senza alcuna possibilità di porsi delle domande sull’effettiva validità di tutte le misure poste in atto.

Infondere paura, terrore, per condizionare la risposta attesa. “Impedire ogni possibile reazione che distolga la mandria (poco) umana dal correre ciecamente verso il precipizio, per immolarsi a un distruttivo desiderio di potere egemone e totalitario.”


Per fortuna nessuno mai nella storia del mondo è riuscito a prendere completamente il potere ed anche questa volta sarà così.
Passeranno diversi anni nei quali tutti noi avremo la grande opportunità di crescere superando difficoltà inaudite.

L’importante è iniziare a mettere in gioco strumenti nuovi, più adatti a fronteggiare questa emergenza.
Sicuramente andare via dalle città e vivere in piccoli paesi dove un minimo di sostentamento naturale è molto più accessibile.
Iniziare a sfoltire amicizie, conoscenze e parentele varie, appartenenti alla vecchia specie. I condizionamenti sono ormai troppo elevati, non è più possibile alcun dialogo. Si rischia solo di essere aggrediti ed eliminati.

Siamo di fronte a una “speciazione” cioè la nascita di una nuova specie che si distaccherà da quella precedente in malo modo fino a configgere apertamente.
La specie umana si sta assottigliando quantitativamente ma incrementa nelle qualità umane di un nuovo rinascimento, abbandonando definitivamente quel consenso robotico, inumano, alieno, mostruoso che contraddistingue la maggioranza.

Corrado Malanga, noto ed affermato ricercatore, attraverso il suo lavoro trentennale di ricerca sostiene che oltre l’80% dell’umanità è costituito da persone senza anima. Questi, una volta morti, si dissolveranno. Sono persone attente solo al potere, materiali e incapaci di considerare l’Essere.

Non sono in grado di affermare che sia proprio così, ma gli effetti che si stanno manifestando avvalorano la sua tesi.

È necessario ora più che mai fortificare la propria anima, lottare per soddisfare il nostro Punto Zero e cercare di stringersi intorno a persone che dimostrino il coraggio di esistere e che siano indifferenti alle lusinghe del potere e del dominio. Una “Egregora” positiva?

Molti si vendono, si prostituiscono per un momento di gloria, di visibilità mediatica (media e social network sono la palestra di tutto questo), schiavi obbedienti, introversi, e possono trasmettere solo il servaggio.
Pochi rifiutano ma saranno proprio quei pochi che scriveranno la storia e non certamente “i molti” che hanno contribuito a questo sfacelo.

Io sono convinto che ne usciremo, probabilmente molte persone non ce la faranno ed anche questo lo ritengo inevitabile: nell’economia dell’Universo anche questo ha una sua ferrea logica ed un prezzo, comunque, lo pagheremo tutti perché la vita è un dono e non va disprezzata!

Restiamo centrati il più possibile e meditiamo sul nostro modo di pensare, sulla visione del lavoro, della famiglia, della società, del futuro.

L’importante, fondamentale, è restare “vivi” e “consapevoli” e non perdere mai sè stessi.