Tratto dal Saggio “Il 7 e l’era dell’Aquario” Imprenditoria e Management del nuovo Millennio

La formazione: dalla Scuola all’Impresa

Autore Ercole Marcheschi

13 Maggio 2020

Con l’addestramento e la formazione si fornisce, si mantiene e si migliora la professionalità del personale d’azienda.

L’impresa deve essere attrezzata con un Sistema Formativo suo proprio, appositamente progettato, fondato sia sulle moderne tecnologie che su fasi d’aula, che intervenga su tutte le fasi operative, sulla comunicazione interna e sul marketing. Stage di argomento psicologico potranno far evolvere significativamente le qualità individuali e le dinamiche di gruppo.

Qualsiasi attività formativa o comunicazionale deve essere improntata all’assoluto rispetto della libertà e della dignità delle Persone e non potrà mai essere impostata su tecniche manipolative pena clamorosi insuccessi.

Scuola e Formazione

In Italia la scuola e la formazione professionale hanno l’estrema esigenza di “cambiare verso” affrontando l’ineludibile cambiamento di tutti gli assetti, contenutistico strutturale, organizzativo e gestionale.

Di certo, nel mondo occidentale, ci si sta orientando verso un’ottica non più basata su un apprendimento trasmissivo e nozionistico, impartito secondo logiche classiche di trasmissione del sapere sulla base dei contenuti disciplinari, ma nella concezione delle competenze che l’alunno deve acquisire nel corso degli anni di frequenza dei cicli scolastici e formativi.

Questa visione mette subito in rilievo le opportunità che offre e cioè lo sviluppo del valore personale individuale ed il consolidamento dell’autostima entrambe alla base della motivazione di tutte le persone.

La tendenza all’intuizione è ancora un’altra qualità che dovrebbe essere fortemente incoraggiata stimolando gli individui all’addestramento e ad un miglior utilizzo dell’emisfero destro del cervello ridimensionando il nostro sistema di istruzione che utilizza l’approccio contrario, quello basato sull’emisfero sinistro”, non certo finalizzato allo sviluppo delle abilità e delle competenze.

I sistemi didattici attuali costringono i discenti ad imparare gli argomenti disciplinari ed a riportarli puntualmente per cui “l’intenzione” dei discenti non è finalizzata ad acquisire i saperi, ma a farne un rapporto esatto.

Le nozioni ottenute in questo modo sono inutili, permangono nella memoria per un breve periodo di tempo ed in forma passiva: occorre riorientare l’intenzione dell’allievo verso un’altra direzione.

Innanzitutto occorre cambiare radicalmente il metodo di insegnamento: non imparare a memoria ma fare nella pratica. In secondo luogo bisogna cambiare il fine dell’istruzione: non ripetere quanto memorizzato ma insegnare agli altri quanto imparato: ci sono delle scuole speciali in cui gli alunni si insegnano l’un l’altro, cioè alternano il ruolo di alunni a quello di insegnanti. Gli studenti di queste scuole assimilano brillantemente programmi difficili in tempi record. E tutto ciò solo perché l’”intenzione” diventa attiva.

L’apprendimento in laboratorio

Nel mio articolo in questo Blog “Persone e qualità della vita lavorativa nella nuova dimensione quantica del lavoro”, ho posto all’attenzione l’evoluzione del concetto di Ufficio come luogo di lavoro.

Altrettanto dovrebbe accadere per il concetto di scuola e di aula ma interessi contrastanti, particolarmente di natura politica, impediscono qualsiasi seria innovazione.

L’aula, la scuola devono diventare laboratori di apprendimento, spazi per l’apprendimento flessibile che consentano una facile riconfigurazione in base alle esigenze dell’attività didattica.

Il loro scopo deve essere quello di ospitare insegnamenti ed apprendimenti innovativi, di promuovere nuovi approcci pedagogici come l’apprendimento basato su progetti e sulla ricerca, lo sviluppo di competenze trasversali e l’apprendimento stimolato dalle tecnologie.

I laboratori di apprendimento devono essere progettati per permettere ad insegnanti e studenti di vivere esperienze conoscitive alternative anche attraverso fasi di indagine, creazione e presentazione dei risultati ottenuti e con la loro partecipazione e collaborazione attiva.

Non intendo entrare nel merito delle motivazioni per cui si tende rigettare un cambiamento di paradigma così importante e facilmente comprensibile, o almeno a valutarne l’opportunità, ma non esito ad affermare che un siffatto cambiamento metterebbe in crisi l’establishment che non ha bisogno di talenti, di personalità realizzate, di forti individualità, ma di elementi che lavorino correttamente e non discutano l’ordine.

E-learning: Accenni

E-learning, formazione online, indicano processi di insegnamento ed apprendimento a distanza, basati sulle tecnologie digitali, diffusi tramite web. Corsi fruibili senza vincoli di spazio e di tempo ed accessibili con estrema flessibilità, contenuti veicolati da più attori (docenti, internet, tv, video-audio conferenze, ecc.) con il supporto di chat, email, riferimenti web, ipertesti ed ipermedia per approfondire: smartphone e tablet (mobile learning) si stanno imponendo in risposta alle esigenze di mobilità ed azione in tempo reale tipiche dell’attuale mondo del lavoro.

La formazione online, negli ultimi cinque anni, ha assunto una rilevanza sempre maggiore ed oggi interessa tutti i livelli dell’istruzione, da quella scolastica fino ai corsi di formazione specialistica. Inoltre l’affermarsi della “formazione continua”, che accompagna l’intera vita lavorativa, ha coinvolto ampie fasce di popolazione e di fornitori di contenuti non ultimo Istituzionali (Scuole ed Università).

Attualmente l’e-learning apre al complesso sistema di gestione della conoscenza, ai processi di comunicazione/interazione ed ai meccanismi di sviluppo delle competenze dove la tecnologia svolge solo il ruolo di abilitatore lasciando alla “intelligenza umana” il ruolo principale.

L’e-learning è infatti un processo che coniuga contenuti, tecnologia e aspetti cognitivi, questi ultimi strettamente legati alla metodologia didattica.

La continua evoluzione delle tecnologie e la banda larga aprono ampi spazi allo sviluppo di nuovi contenuti per la formazione: cartoons, video, audio, podcast, simulazioni interattive in 3D sono solo alcuni tra i formati a disposizione del mercato.

Fornitori e fruitori di contenuti e-learning sono sempre più congiuntamente coinvolti nella fase di produzione e la qualità a volte ne risente tal che ormai necessita ripuntualizzare gli standard.  Le nuove tecnologie, riducendo o annullando le barriere, consentono di fatto la partecipazione al processo di creazione di contenuti formativi anche alle aziende, sia per uso interno sia da condividere all’esterno: tutti elementi che ci riportano alle Connessioni Imprenditoriali.

Per quanto attiene le tecnologie, le piattaforme LMS sono protagoniste: esse sono in sostanza dei siti web con funzionalità aggiuntive dedicate all’insegnamento, con funzioni progettate e realizzate appositamente per supportare l’interazione docente/studente. Due le tendenze principali: uso di piattaforme web realizzate con software spesso protetto o piattaforme open source liberamente implementabili da chiunque, anche aziende.

Un accenno al mercato delle applicazioni per sistemi mobili in notevole espansione (tablet e smartphone), strumenti più flessibili, di minor costo ed in grado di connettersi ad Internet in qualunque luogo senza la necessità di un cavo o di una rete wifi.

Le metodologie didattiche rappresentano la vera variabile critica di successo. Un prodotto e-learning efficace ed efficiente, di qualità, si basa su una progettazione importante quasi da “ingegneria pedagogica”: la formazione online non replica la formazione frontale in aula semplicemente trasferendo i contenuti su una piattaforma online.

Le lezioni tradizionali sono ormai fuori luogo, avulse dal sentire del discente, prive di energia comunicativa. La sfida dell’e-learning è nel riuscire a progettare coinvolgenti esperienze di insegnamento ed apprendimento.

Nel progettare bisogna aver metabolizzato le tendenze correnti, così soggette a mutamenti determinati dalla mutevole sociologia di internet caratterizzata da imposizioni di abitudini: le tendenze percepite devono guidare verso sempre nuove strutture nell’offerta di insegnamento.

Altra aspetto che va cavalcato e governato è la frammentazione di informazione e comunicazione che caratterizza la rete.  Contenuti, i più vari, proposizioni di link più o meno attendibili e/o autorevoli, raggiungono l’utente in tempi brevissimi in modalità disorganiche, con richiami continui che spesso deconcentrano il discente. Necessità indirizzare verso percorsi sufficientemente esaustivi rispetto agli obiettivi formativi dando modo al discente di concentrarsi su di un singolo tema per periodi lunghi e continuati.

Formazione tradizionale ed e-learning non sono alternativi tra loro (come non lo sono old e new economy), e vanno considerate modalità e metodi alternativi che non di rado vedono una coesistenza combinata dei due, con l’adozione, quindi, di un approccio con didattica in aula con contenuti formativi online.

Il Marketing strategico pone come presupposto l’orientamento al cliente, l’e-learning non fa eccezione. Conformemente al mio approccio imprenditoriale antropocentrico l’allievo, il discente, le sue esigenze ed i suoi obiettivi di apprendimento devono essere posti al centro della progettazione e questa connessione migliorerà significativamente la “learning productivity”.

Il docente non può non seguire la stessa sorte essendo perciò tenuto a cambiare il proprio ruolo in senso bidirezionale, gestendo anche una rete di relazioni non solo tecnologiche e mutando da insegnante unidirezionale a coordinatore di Connessioni.

Infine, sul piano metodologico, vale enfatizzare un mutamento antropologico fortunatamente in atto. Sono sostanzialmente favorevole alla abolizione del valore legale del titolo di studio (laure, diplomi, corsi di aggiornamento, etc.) il che comporta il postulato che l’accesso alla formazione deve rispondere a schemi non standardizzati. La valutazione preventiva delle capacità dell’individuo deve tener più conto delle sue esperienze che dei percorsi formali, dell’autoapprendimento effettuato (corsi online gratuiti, approfondimenti autonomi) e delle esperienze pratiche vissute quali periodi all’estero per l’apprendimento di una lingua anche senza aver seguito corsi.