Il Modello Dipartimentale: Introduzione

Tratto dal Saggio “Il 7 e l’era dell’Aquario – Imprenditoria e management del Nuovo Millennio” Autore Ercole Marcheschi

20 Aprile 2020

Pubblicato nel presente Blog Concento può essere consultato L’articolo “Le Connessioni Imprenditoriali” in cui vengono introdotti i fondamenti del Modello Organizzativo Dipartimentale.

Organizzazione Connessa: format e caratteristiche

Il Sistema Organizzativo Dipartimentale è un Format adattabile a qualsiasi impresa e particolarmente adatto a PMI di oltre 50 addetti (tra interni ed esterni) o che pianifichino crescite oltre questo limite.

Si articola sulla suddivisione dell’impresa in 7 Dipartimenti collegati a 7 aree strategiche funzionali: Finanza, Comunicazione e Marketing, Tecnologia, Formazione, Business (produzione-servizi), Commerciale e servizi, Ricerca e Sviluppo.

Ogni Dipartimento si conforma come impresa nell’impresa, senza autonomia giuridica, con la propria Visione e la propria Missione, naturalmente coerenti con la Visione e la Missione dell’Impresa, con la propria autonomia gestionale e la propria metodologia di gestione del personale fatta di retribuzione, incentivazioni e motivazioni, il proprio budget fatto di costi e ricavi e la propria dotazione finanziaria e, naturalmente, con il proprio bilancio.

Questa Impostazione trova unione e sintesi all’interno del COMITATO TECNICO ESECUTIVO dove, in funzione delle interdipendenze dei Dipartimenti, vengono realizzate le sintonie e le congruità: tutto è uno e tutto è sempre in mutamento.

La scelta della Autonomia Dipartimentale è ancorata all’esigenza di avere la massima flessibilità anche territoriale: non necessariamente i DIPARTIMENTI debbono essere dislocati nello stesso immobile, l’unità dell’impresa si ottiene a livello di condivisione strategica e la responsabilità ed il controllo devono essere assicurati dalle tecnologie e dall’intelligence.

Essendo l’Uomo il Fattore dominante assume importanza strategica la selezione dei Capi Dipartimento e, a seguire, di tutti gli addetti interni alla struttura ma anche degli esterni quali Consulenti, Collaboratori, Professionisti ed Imprese partner. Il sistema di screening ideato,

la cui filosofia è ampiamente illustrata nel mio Saggio “Il 7 e l’era dell’Aquario – Imprenditoria e management del Nuovo Millennio” edito da Morphema Editrice, cambia completamente il punto di vista e la visuale a cui ci si dovrà riferire nelle scelte.

Nell’illustrazione del sistema ho scelto di procedere in due fasi, la prima con l’obiettivo di presentare gli aspetti più strutturali e la seconda per approfondire meglio la filosofia e la pratica operativa attraverso un caso di studio, RINASCIENZA, imperniato su un progetto in gestazione ed ampiamente illustrato nel saggio sopra indicato.

I Dipartimenti

1    Dipartimento n° 1 – FINANZA

  • Coordina organizzativamente il Comitato Tecnico Esecutivo;
  • coordina i Servizi Finanziari ed Amministrativi interni distribuiti su tutti i Dipartimenti;
  • gestisce il sistema di segreteria ed Assistenti;
  • coordina Consulenze e Collaborazioni.

2    Dipartimento n° 2 COMUNICAZIONE E MARKETING

  • appronta e gestisce il Piano di Comunicazione Integrato;
  • coordina il Gruppo Operativo Comunicazione;
  • appronta e gestisce il Sistema di Screening e di Intelligence;
  • sovraintende alla gestione del personale in collaborazione con gli altri Dipartimenti;
  • riferisce al Comitato Etico per quanto ad esso compete.

3    Dipartimento n° 3 TECNOLOGIA

  • gestisce le Piattaforme Informatiche ERP, e-learning, e-commerce, Cloud, CRM, Call Conference, lavoro collaborativo, Wi-Fi e storage;
  • interagisce con Partners Tecnologici Esterni;
  • coordina il Gruppo Operativo Tecnologico (un referente per ogni Dipartimento).

4    DIPARTIMENTO n°4 FORMAZIONE

  • realizza unitamente al Partner Tecnologico i Corsi e-learning interni;
  • struttura la Formazione Interna e quella delle Connessioni sul Territorio;
  • promuove ed assiste la Formazione e-learning;
  • coordina le attività con il Partner tecnologico.

5    Dipartimento n°5 BUSINESS

  • annovera tecnici specializzati per ogni linea di Business;
  • si avvale di professionals;
  • si avvale di analisti specializzati;
  • interagisce con personale sui nodi e sulle Connessioni.

6    Dipartimento n° 6 COMMERCIALE E SERVIZI

  • si occupa di strutturare e gestire i business oggetto dell’attività aziendale;
  • struttura e promuove una rete di affiliati sul territorio;
  • gestisce attività marketing e vendite di servizi e prodotti propri e di terzi attraverso una rete appositamente strutturata e con l’utilizzo delle più moderne tecnologie.

7    Dipartimento n° 7 RICERCA E SVILUPPO

  • Sviluppa progetti di ricerca e sviluppo prevalentemente indirizzati al business.

 

La “Governance”

Definizione

La definizione “governo d’impresa” o “governo societario”,  (in lingua inglese corporate governance, sinteticamente governance), si riferisce all’insieme di regole di ogni livello (leggi, regolamenti etc.) che disciplinano la gestione e la direzione di una impresa o di un ente, pubblico o privato.

Il governo d’impresa include anche le relazioni interne alla Comunità allargata (gli stakeholder, la comunità economica e sociale di riferimento o anche chi detiene un rapporto o un qualunque interesse nei confronti dell’impresa) e gli obiettivi per cui l’impresa è amministrata.

I protagonisti sono gli azionisti o possessori di quote (shareholders), il consiglio di amministrazione (board of directors) e la direzione (management).

Il termine governo d’impresa si riferisce a diversi ambiti della vita aziendale:

  • i processi con cui le società sono dirette e controllate;
  • le attività con cui si incoraggiano le aziende a seguire dei codici (linee guida di governo societario, codice etico);
  • le tecniche di investimento del “circolante” (fondi di corporate governance);
  • problematiche legate alla separazione della proprietà dal controllo.

Più in generale, il governo societario abbraccia una serie di regole, relazioni, processi e sistemi aziendali, tramite i quali l’autorità fiduciaria è esercitata e controllata. Tra le regole rientrano le leggi del paese e le regole societarie interne. Le relazioni includono quelle tra tutte le parti coinvolte nella società, come i proprietari, i manager, gli amministratori (qualora esista un Consiglio di amministrazione), le autorità di regolazione, nonché il personale e la società in senso ampio. I processi e sistemi hanno a che fare con i meccanismi di delega dell’autorità, la misurazione delle performance, sicurezza, reporting e contabilità.

In questo modo, la struttura del governo societario esprime le regole ed i processi con cui si prendono le decisioni in una società. Fornisce anche la struttura con cui vengono decisi gli obiettivi aziendali, nonché i mezzi per il raggiungimento e la misurazione dei risultati raggiunti.

Sistemi di Governance

L’attuale legislazione Italiana, dopo la riforma, prevede tre tipi di sistemi di Governance: il sistema ordinario, il sistema monistico ed il sistema dualistico.

Il sistema ordinario è basato sulla presenza di due organi di nomina assembleare:

  • Organo Amministrativo (amministratore unico o C.d.A.);
  • Collegio Sindacale (o Sindaco Unico), con funzioni ora circoscritte al controllo sull’amministrazione.

Il controllo contabile, qualora richiesto (ricorso al finanziamento privato) è affidato per legge a un organo esterno alla società (revisore).

Il Modello di Governance per le PMI

Il modello di Governance più flessibile e che più si adatta alle PMI risulta essere il Modello Ordinario particolarmente rappresentato dalla Società a Responsabilità Limitata.

Di seguito le motivazioni principali:

  • Capitale: Il Capitale d’impresa può essere reperito con maggiore flessibilità, in molte forme oggi sempre più disponibili (trust, crowdfunding, ricorso a capitale di rischio privato -soggetti privati od altre Imprese-, operazioni di ingegneria finanziaria, inter-connessioni sistemiche, Joint Ventures contrattuali, investitori istituzionali, mercato mobiliare, settore pubblico): proprio in relazione alla flessibilità ed in funzione delle dinamiche finanziarie del mercato sempre più si intravede la necessità di separare strutturalmente gli shareholders dalla amministrazione.
  • Amministrazione: gli amministratori hanno un numero inferiore di vincoli rispetto agli altri modelli sia per quanto riguarda i requisiti sia per la durata in carica (tre esercizi rinnovabili che sostanzialmente significa fino a revoca o dimissioni). Superfluo constatare che proprietà ed amministrazione spesso si sovrappongono ed altrettanto spesso gli amministratori posseggono il reale know how imprenditoriale e costituiscono patrimonio indiscutibile dell’azienda.
  • Inoltre, nuovi modelli organizzativi emergenti (come il modello Dipartimentale da me proposto in questo lavoro) vedono sub-strutture funzionali che necessitano di attribuzioni di responsabilità (deleghe) puramente amministrative. In seguito analizzerò più approfonditamente la struttura di delega nel Modello Dipartimentale.
  • Organo di controllo: di fatto costituisce il contrappeso di garanzia tra Capitale, Amministrazione e Stakeholders e può conformarsi più flessibilmente, a differenza che negli altri modelli, in relazione al mutare delle variabili Capitale Sociale, Capitale di Rischio, ammontare del fatturato. Inoltre, può svolgere una funzione ulteriore di garanzia nel caso in cui avvenga separazione netta fra proprietà ed amministrazione con una proprietà che opta per cedere al Consiglio di Amministrazione anche poteri di straordinaria amministrazione (Statuto, Trust).
  • Vincoli giuridici strutturali: I vincoli giuridici-strutturali presenti nei modelli Monistico e Duale (dovuti certamente alla complessità delle Imprese in essi annoverabili) non consentono alla stragrande maggioranza delle PMI di esprimersi con la dovuta flessibilità e prontezza di reazione al mutare degli scenari, della “crisi di crescita”, delle opportunità di mercato e dalla esigenza di accedere a Connessioni operative strategiche.
  • Vincoli Socio-Economici: non ultimo ritengo che la libertà imprenditoriale è un presupposto imprescindibile per le PMI moderne e troppo spesso vincoli rigidi burocratici e giuridici costituiscono forme di “Pressione Psicologica” che frenano creatività.
  • E’ noto che spesso il problema del Capitale di rischio e del Circolante a breve, sottoposto al “consenso ed alla gestione bancaria”, ha costituito e costituisce una delle peggiori forme di pressione a scopi non sempre legali. Liberare l’accesso ai Capitali privati è un modo concreto di affermare Libertà e senso etico per la funzione sociale dell’impresa e per la tutela delle “Persone”.